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sabato 3 ottobre 2015

mercoledì 18 giugno 2014

BAR, ANARCHIA E AMORE IN QUANTITA'




Libero era un anarchico di paese che dell'anarchia non sapeva niente ma a quanto pare era felice lo stesso...
Pochi giorni fa ha scritto queste parole sopra ad un giornale vecchio di un giorno; le ha scritte vicino all'editoriale del direttore, quasi una sfida o una prova d'amore.
Accademia contro alcolismo; io a leggere con un caffè in mano prima di studiare.
Non ho studiato, ho ripudiato la retta di regressione con i suoi grafici:
 - Scusa non ho tempo, oggi devo vivere -  mi son detto...ed è uscito un sole inaspettato. 
Ho sfidato il monte, avevo bisogno di aghi di pino e del loro profumo nei polmoni. 
Ho sudato parecchio e mi sono quasi pentito perché quella maledetta croce non riuscivo a raggiungerla.
Poi ci sono arrivato, ho aperto lo zaino e ho tirato fuori le parole di Libero; quelle originali scritte vicino all'accademico editoriale:

" Libero è chi balla un tango nel deserto
Schiavo è il turista che nel deserto balla
Libero è il nome e se mi incontri capiti male
Schiavo è chi detesta le cicale

Libero è l'innamorato
Schiavo è chi deve esserlo per forza

Libero è chi annusa il maestrale
Schiavo è chi non rispetta un temporale
Schiavo è chi resiste alla fantasia
Libero è chi sorride al potere, a Dio e alla malattia"

" Grazie a Libero, al sole inaspettato e alle schiavitù oggi battute."
Mi sono concesso questa frase prima di attaccare tutto su quella croce che domina la pianura.
L'augurio è che il vento stacchi quel foglio rendendo onore a quelle parole...meritano solo di volare ostinate, contrarie e anarchiche proprio come Libero che oggi riposa in pace e vivrà sempre nei miei sogni.  


A LUNA, VIOLINISTA E PARTIGIANA.



lunedì 9 dicembre 2013

IL TEMPO DELLA LIBERTA'


 Urogallo, Tetrao urogallus:

"Mi viene in mente Il Cantico del gallo silvestre di Giacomo Leopardi, forse qualcuno ricorderà di averlo letto: quel gallo che viene a cantare alla fine dell’uomo e il grande silenzio finisce e riempirà l’universo. Al di là dell’infinito ancora, Leopardi immagina questo animale che parte da lontano, forse viene da un altro pianeta, si posa su un ramo secco e dice: non c’è più niente." 
                           
             - Mario Rigoni Stern








lunedì 4 novembre 2013

IL PAESE NON E' REALE.






     
                                                                                                 ROMA.  31 Ottobre 2013, Via del Corso.
                                                                                                 Manifestazione dei Movimenti per la Casa.




La metafora dell'iceberg rende che è una meraviglia. La punta illude e nasconde la vera sostanza che vive appena sotto il primo sguardo.
Si perché la realtà è sempre facile al primo sguardo, è chiara la realtà, è logica.
Credo sia necessario vedere il mondo da questo punto di vista perché ci si potrebbe perdere altrimenti...perché la realtà è altrimenti.
Fossimo esseri puramente razionali, il nostro destino sarebbe la perdizione mentre invece fa comodo anzi è vitale anche solo per un momento semplificare il mondo, costringerlo a routine.

Vitale però almeno per una volta è lasciarsi andare, navigare a vista massacrato dal groviglio di situazioni che la vita ci scaglia addosso quotidianamente. Il caos allora si manifesta, unica verità nel mostrare la sua presenza e assenza contemporanea. Il godimento è pensare di capirlo il caos, godimento è illudersi di afferrarlo mentre lui già ti ha educato.
I nostri piedi viaggiano possenti su pedane di ceramica. Basta poco per romperle e provocare una caduta.

 Credo e vedo ogni giorno una vera e propria lotta per la sopravvivenza.
Esistono delle grosse differenze.
Esiste la lotta di classe.
Criminale e complice è chi non lo ammette.
Ugo tovil, qui hai sempre avuto ragione.
Perché ho visto con i miei occhi un disoccupato perdere la propria casa e i propri figli, poi sono tornato a casa e ho visto uomini di stato tagliare una porchetta, ho visto la borghesia, ho visto che chiedevano un'altra legge elettorale. Ho sentito la mia rabbia, ho visto le vene di un uomo ingrossarsi mentre vomitava 900 euro mensili e un affitto impossibile da pagare. Ho visto parole in bocca ad un futuro leader tipo "start up", "innovation" ...l'ho visto sopra ad una 50 special senza specchietto per non guardare più al passato ma solo al futuro. L'ho visto che piangeva di rabbia perché non ne aveva avuto abbastanza di denaro e di fama...ma questo era solo un mio sogno.

Vedo molte cose e ne sento ancora di più... e non ci capisco più niente. Ma una cosa avverto e diventa certezza: provo in questo momento una gran dose di rabbia.
Che sia allora il mio nutrimento.
Il mio paese ha conosciuto il conflitto, è cresciuto di conflitto ed io sono pronto. Affilo dunque le armi che ho costruito per anni, sopportando, pazientando, discutendo.
Ora il momento è giunto, il nemico è individuato e non avrò pietà.